Archivi tag: roma

The roman carnival: old memories for child eyes


Last carnival I had my usual walk looking for interesting masks and disguises and, sure about where to find them, I went in Piazza Navona, usual place in some days for street shows and other pleasant occasions for meeting friends and people in general. I love these occasions because it’s pretty easy to get closer to subjects and take, without any great risks, effective candid shots and streets pictures. Actually, some people, especially street artists, when get aware of you while shooting, doesn’t get angry but smile and pose…of course every hope of taking a candid shot is lost but some portraits taken in that way are very nice. Anyway, most of the times they are so engaged in arranging the stage or with some other activity, so they basically don’t care about you at all.

It was a very profitable sunday, I went back home with a good lot of sound shots. I had my usual session of postproduction for the black and white version. I hope I didn’t diminished the poetry of those moments that can seem just funny but, for me and anyway in my opinion, are a tender bridge towards some far but not forgotten ages where we could watch a puppet show by child eyes and get excited or enchanted.

This is a selection of shots taken on that day, I hope you could enjoy.

A moving stage for a show performing around the square

Pulcinella doesn’t need any introduction

An old and notorious show: the Puppets!

meeting between different heights and smiles

Mask

Mask during a deserved break

the chasing mask

Annunci

Un pomeriggio alla Caffarella


Il cielo in bianco e nero. Privare il cielo del suo attributo più tipico sembra assurdo. Eppure da sempre i contrasti che le nuvole regalano su un cielo terso rappresentano un richiamo per l’amante della fotografia in bianco e nero.

Ieri pomeriggio, scendere piano per le discese della Caffarella era un regalo, un sussurro. E come spesso accade a Roma, la città sembrava lontana. Il vento guidava la danza delle nuvole in un valzer di luci, ognuno era perso nella ricerca del suo angolo interiore. Ho scelto questi quattro scatti per raccontare il cielo del mio pomeriggio romano. 

Immagine

ImmagineImmagineImmagine


Public sleeping (english)


I’d like to share the english version of my previous post!


Public sleeping


Il mio rapporto con il sonno non è stato mai eccessivamente rilassato. Ho sempre provato una grande invidia per coloro che mettono la testa sul cuscino e non riescono a contare fino a dieci prima di immergersi in un sonno che prosegue sereno fino alla mattina. No, ecco…il mio sonno è stato spesso più simile ad una conquista, ad un territorio da difendere dagli assalti di ansie per gli impegni del giorno dopo. E dormire in posti nuovi ha sempre richiesto almeno il pedaggio di una notte di adattamento da sacrificare. ed anche le volte che si trattava di dormire una prima notte con una persona nuova…beh…non era proprio la notte più serena. Insomma, abbandonarsi al sonno, abbassare le difese e perdere per qualche ora il controllo del reale attorno non è stata mai esattamente la mia specialità.

In me ha perciò sempre destato molto stupore la capacità di chi riesce a dormire in pubblico: un parco, una panchina, un giardinetto. Incuranti dichi ci passa innanzi e ci osserva, di chi ipoteticamente (ma mica tanto) potrebbe derubarci, di chi c’è mentre ci addormentiamo ma potrebbe non esserci al risveglio…ed anche ignari di chi si aggira con la propria macchina fotografica, pronto a ghermire l’inerme addormentato e a carpire le buffe e sincere espressioni del sonno. Dilemmi del fotografo (approfittare o no dell’altrui incoscienza?), prontamente superati di fronte ad alcune impagabili espressioni.

La galleria di personaggi che la strada offre è ricca di atteggiamenti, smorfie e situazioni che caratterizzano il sonno di ciascuno. C’è chi è capace di dormire letteralmente nel traffico, ignorando il trambusto dei clacson…

Rome

Oppure c’è chi sprofonda nel più profondo sonno in un parco, godendosi una panchina e la frescura di un’ombra…

Rome - at the park

Oppure c’è chi riesce a conservare una postura vigile, tradita da un’espressione di incredibile abbandono…

London

C’è chi affida il proprio sonno a qualcuno…

Milano

e c’è chi non ha qualcuno per cui si rifugia nel proprio cappello.

Milano


27 gennaio 2012 – la mia Giornata della Memoria


La mia giornata della memoria è passata nella dimenticanza e nella fretta. Così, a lettere minuscole. Solo il weekend ha fatto spazio ai ricordi. Ho così ripercorso alcuni momenti in cui quella memoria dolorosa e sinistra mi ha lambito più da vicino, manifestandosi ai miei occhi e facendo rivivere i racconti paterni, i primi a dettarmi l’orrore dell’Olocausto e l’urgenza di scongiurarne l’oblio. Quelle parole in me bambino seminarono l’idea del male assoluto a fronte del quale ogni crimine poteva essere misurato per difetto. Fu poi ancora mio padre a indurmi la lettura delle righe di Primo Levi e le dettagliate ricostruzioni di William Shirer sulla storia del Terzo Reich.

Dividendosi la mia vita di adulto tra Milano e Roma, ho avuto modo di attraversare, in entrambe le città, alcuni dei luoghi in cui si è ritenuto di tenere aperte le ferite della memoria. Luoghi dove ci ferma in silenzio a leggere parole che descrivono di partenze costrette senza ritorni. Queste le immagini che ho scelto per rimembrare quelle pagine terribili.

Milano, il binario 21

il Binario 21

Il primo luogo è il binario 21 della stazione centrale di Milano, dal quale partivano i treni per i lager, strappando via centinaia di ebrei italiani, come ricordato dalle parole di Primo Levi nella lapide che vigila accanto al binario.

il binario 21 ha un suo sito web che ricostruisce minuziosamente tutti gli eventi che condussero alle prime deportazioni dalla città ambrosiana.

Roma, il 16 ottobre 1943

Entrando nel quartiere ebraico a Roma, dalla parte del Portico di Ottavia, ci si imbatte in una doppia lapide che rievoca il rastrellamento del 16 ottobre 1943

Incamminarsi nel quartiere ha tuttavia un fascino speranzoso. Nonostante tutto il male e l’orrore, l’essenza di ciò che la follia tedesca voleva debellare vive ancora nei visi e nell’uso della Kippah, negli angoli e nelle stradine che riportano alla mente alcune scene del film “La Finestra di fronte”.


Memoirs of Taste

On Navigating the World, Life, and Finding Meaning in Everything // See, Touch, Feel, Taste.

Joshi Daniel Photography

Images of People Photoblog

Storie di Napoli

Innamorati di Napoli!

A Year of Adventure

from the eternal city to the city that never sleeps

The LondonHer

I viaggi di una London addicted

ViaggieFoto

come può un viaggio cambiarti la vita?

Positively Fourth

Banal captures of the everyday

Cloud Burning

a little slice of life

VAstreetFrames

Street photography and portraits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: